Roscigno Vecchia – Corleto Monforte – Laurino

Di Borghi il nostro Cilento è ricco, un’esempio è la famosa Agropoli, ma addentrandoci nel cuore di questo territorio è possibile scoprirne sempre di più.

ROSCIGNO VECCHIA

Roscigno Vecchia è uno dei borghi più affascinanti del Cilento. Da tutti conosciuto come il borgo fantasma poiché non più abitabile, a causa delle continue frane che interessavano e che interessano tutto oggi la zona.

A sancire l’abbandono del borgo due ordinanze del Genio Civile all’inizio del secolo scorso, precisamente nel 1907 e nel 1908.

Nonostante ciò, molti abitanti hanno vissuto presso Roscigno Vecchia fino agli anni 60′ mentre altri si sono spostati nella Roscigno Nuova più a Nord.

A resistere nel borgo è rimasto Giuseppe Spagnuolo, il guardiano di Roscigno Vecchia. Infatti, dal ‘96 Giuseppe trasferito in una delle case del paese, continua a viverci in poco più di 20 metri quadri tra centinaia di cappelli e cravatte di tutti i tipi ricevute in regalo da chiunque passa a trovarlo.

Altra particolarità di Roscigno è la poetica che nasconde l’origine del suo nome che deriva dal termine dialettale “russignolo”, ovvero usignolo, il cui canto tutt’oggi si può udire negli alberi secolari che svettano altissimi nella piazza principale. A tal proposito, proprio nella piazza principale di Roscigno Vecchia è presente il fusto di un albero secolare dedicato ad Angelo Vassallo, sindaco pescatore di Pollica.

Il vecchio borgo di Roscigno è un vero e proprio Paese Museo, patrimonio mondiale dell’Unesco, all’interno del quale è presente anche uno dei primi Musei della Civiltà Contadina. Quest’ultimo ha sede in sei sale dell’ex-municipio e dell’ex canonica ed è stato allestito da Maria Laura Castellano, storica dell’arte che da oltre 25 anni si occupa di Roscigno vecchia.

La fontana abbeveratoio al centro della piazza, le abitazioni antiche che circondano il paese e la chiesa di San Nicola di Bari del ‘700 sono solo alcune delle bellezze di Roscigno.

COME ARRIVARE

Roscigno è raggiungibile attraverso l’autostrada Salerno-Reggio Calabria uscendo ad Atena Lucana per poi proseguire la Strada Statale 166 e deviare sulla strada provinciale al bivio di Corleto Monforte.

CORLETO MONFORTE

Corleto Monforte è un comune italiano di 517 abitanti ai piedi dei Monti Alburni ed a ridosso del Bosco di Corleto.

Il centro storico del paese è stato restaurato e dotato di percorsi turistici e cartelli, fra le varie attrazioni è possibile visitare il Museo Naturalistico Degli Alburni nato nel 1997. Fin dalla sua nascita, il Museo svolge la duplice funzione di esposizione permanente di Vertebrati e Invertebrati della fauna europea, particolarmente ricca di reperti di Uccelli (1200 specie europee circa), Mammiferi (oltre 60 specie), Crostacei (Decapodi del Mediterraneo), Insetti (oltre 20.000 esemplari).

Il Museo si occupa, inoltre, anche di integrazione uomo-ambiente mediante la salvaguardia e valorizzazione dei valori etno-antropologici, la promozione di attività educative, di sensibilizzazione, di formazione e di ricerca scientifica.

La capacità del museo di vantare questa ricca biodiversità è dovuta non solo ad un lavoro ben focalizzato, ma anche all’impegno che investe nella ricerca e nel monitoraggio delle varie specie, garantendo al contempo la promozione di attività educative e di sensibilizzazione.

LAURINO 

Laurino, invece, è un paese del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano posto a 531 metri sul livello del mare che domina sull’intero paesaggio circostante.

Fondata nel III secolo a.C. (278 a.C.), trae il suo nome, molto probabilmente, dalla grande diffusione di alloro nella vegetazione, dal latino (Laurus, Laurinus). Ai piedi della collina scorre il fiume Calore Lucano, proveniente da una sorgente sul Monte Cervati.

In questo paese un tempo riconosciuto come “La perla del calore”, si possono ammirare: il convento di Sant’Antonio da Padova ai piedi del paese, pregevole la chiesa e il chiostro con affreschi, la collegiata di Santa Maria Maggiore ricca di opere d’arte tra le quali il coro ligneo di Consulmagno XVI sec, la cappella della Madonna del Rosario con altare ligneo dorato e pregevole polittico. Da non perdere è anche la chiesa di Santa Elena Consalvo, vergine ed anacoreta di Laurino, che visse nella grotta di Pruno. Nel centro storico di questo paese numerosi i palazzi gentilizi con i loro splendidi portali in pietra locale e numerose sono le cappelle gentilizie, bellissima quella di San Nicola, il Seggio, aula aperta sulla piazza antistante, dove si esercitava la giurisdizione sullo stato di Laurino fino al 1800; o ancora il Palazzo ducale degli Spinelli, e resti del castello Longobardo e la chiesa dell’Annunziata.

La Grava di Vesalo, si trova a Pruno fra i comuni di Laurino e Valle dell’Angelo, a circa mille metri di altitudine, è il più spettacolare inghiottitoio nel complesso appenninico Alburni-Cervati ed è uno dei fenomeni carsici più famosi agli speleologi d’Europa. È formato dall’acque del torrente Silenzio dove vi sono due pozzi: il primo di 43 e l’altro di ben 100 metri di profondità. Sul fondo si apre una caverna a galleria dove l’acqua si riversa in un lago sotterraneo che si sviluppa in una serie di pozzi, cascate e anfratti.Dista circa tredici chilometri dal centro abitato di Laurino ed è raggiungibile percorrendo una strada di montagna con panorami mozzafiato e la maggior parte di queste caverne è visitabile solo dagli speleologi.

Due i sentieri consigliati per arrivare alla Grava di Vesalo: il primo parte dal bivio per Pruno, dopo il primo ponte medievale. Il secondo parte invece dall’altra parte del paese, nei pressi della Cappella della Madonna del Monte. Giunge alla Grava di Vesalo dopo aver attraversato il secondo ponte medievale di Laurino, la Cappella rurale di S. Elena, le sorgenti di Gorgo-Nero, la valle Soprana e costeggiato lo scanno del tesoro.

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